Di Cimabue abbiamo scarse notizie: sappiamo che nacque a Firenze verso il 1240 e che morì nel 1302. Il leggendario fondatore della pittura italiana operò a Pisa, a Firenze, a Roma, ad Assisi e sappiamo che ebbe il merito di essere stati il maestro di Giotto.


Crocefissione
San Domenico - Arezzo

Secondo Il Vasari furono alcuni pittori di cultura bizantina che si erano insediati a Firenze ad insegnare a Cenni di Pepo, detto Cimabue, l’arte pittorica, ma egli presto li superò. Già con la Crocefissione della chiesa di San Domenico di Arezzo, databile attorno al 1270 segnò un distacco dalla maniera bizantina.


Crocifisso
Santa Croce - Firenze

Alcuni anni dopo Cimabue eseguì il Crocifisso per la chiesa di Santa Croce, oggi semidistrutto a causa dell’alluvione di Firenze del 1966.

Quest’opera, all’apparenza simile al Crocifisso di Arezzo, ad un’analisi attenta mostra uno stile pittorico molto migliorato e privo di quelle dure pennellate grafiche che si riscontrano nel crocifisso precedente, tanto da far pensare che sia stato eseguito un decennio dopo, intorno al 1280.


Madonna con il Bambino
Louvre - Parigi

Sempre il Vasari scrisse di lui che la sua grandezza stava nell’aver dato “i primi lumi all’arte”, avviandola verso la liberazione dal tradizionale stile bizantino che l’aveva irrigidita nei suoi freddi schemi.

Verso il 1280 Cimabue eseguì la “Madonna con il Bambino”, oggi conservata al Louvre di Parigi e per questo chiamata anche “Maestà del Louvre”. Racconta il Vasari che, quando la completò, la gente festeggiò con così tanta gioia che la zona nella quale il pittore viveva, fu chiamata in seguito “Borgo Allegri”.

In questo periodo furono eseguite una serie di opere tra le quali “la Flagellazione” della Collezione Frick, i mosaici per il battistero fiorentino, la Maestà di Santa Maria dei Servi a Bologna e la Madonna della Pinacoteca di Castelfiorentino, forse in collaborazione con Giotto.

Il Vasari fu molto generoso con l’Artista, attribuendogli anche opere in realtà eseguite da altri; per esempio, grazie ad alcuni documenti ritrovati a attualmente Firenze, si è scoperto che la famosa “Madonna” di Santa Maria Novella, chiamata la “Madonna Ruccellai” ed attribuita dal Vasari a Cimabue, é in realtà opera di Duccio di Buoninsegna da Siena, che la dipinse nel 1285.


crocifissione
Basilica Superiore di San Francesco - Assisi

Tra il 1288 ed il 1292 Cimabue operò ad Assisi con gli affreschi nell’abside della Basilica Superiore di San Francesco: Evangelisti, Storie della Vergine e due Crocifissioni. E’ difficile avere un’idea degli affreschi, perché oggi sono i più danneggiati della Basilica, avendo subìto un processo di ossidazione e distacco dei colori.


Madonna tra angeli con San Francesco
Basilica Inferiore di San Francesco - Assisi

Sempre ad Assisi, ma nella basilica inferiore, affrescò una assai celebrata e bella di una plastica compostezza “Madonna tra angeli con San Francesco”.
Nella chiesa di Santa Trinità a Firenze era conservata la “Madonna con Bambino in trono”, ora conservata agli Uffizi, della quale non si conosce la data, presunta tra il 1290 e il 1300.

Dal settembre 1301 al 1302, anno della sua morte, Cimabue insieme ai suoi collaboratori, realizzò il mosaico absidale del Duomo di Pisa: di questo rimane la figura di San Giovanni Battista.

Recentemente è stato attribuito al pittore un dittico, formato da due tavole con la Madonna in trono col Bambino e santi e la Flagellazione, conservate rispettivamente alla National Gallery di Londra e alla Frick Collection di New York.

Cimabue meritò la fama di maggior pittore fiorentino del Duecento, fama che fu oscurata, come canta Dante, dal suo più grande scolaro: “Credette Cimabue nella pittura tener lo campo, e ora ha Giotto il grido, sì che la fama di colui è scura ...