Bélisaire
(di François André Vincent, 1776)

Le invasioni barbariche misero Firenze in enorme difficoltà. La città, come gran parte dell’Italia, finì in mano ai Visigoti di Teodorico e non riuscì ad evitare di essere coinvolta nella guerra fra questi ed i Bizantini di Giustiniano I guidati dal generale Belisario. La sua posizione strategica nelle vie di comunicazione fra Roma ed il nord fu il motivo della contesa. Nel 541-44 furono costruite nuove mura, la cui modesta grandezza testimonia il declino della città, notevolmente spopolata; c’erano meno di mille abitanti.


Totila fa distruggere la città di Firenze
(illuminazione dalla Cronaca
di Giovanni Villani)

Nel 541 la città venne occupata dai Bizantini e nel 550 venne saccheggiata e devastata dai Visigoti di Totila, per poi essere riconquistata dai Bizantini di Giustiniano I guidati dal generale Narsete.

L’esercito Bizantino trovò una città in rovina e spopolata. Durante il loro governo restaurarono le mura, arretrandole di qualche metro ed edificarono la chiesa di Sant’Apollinare, oggi distrutta; l’unico edificio di quel periodo giunto sino a noi è la Torre della Pagliazza.

Nel 570, quando i Longobardi avevano conquistato l’Italia del Nord e centrale, Firenze rientrò nei loro domini. Iniziò per Firenze il periodo più scuro della sua storia; tagliata fuori dagli itinerari principali, venne a mancare il motivo principale della sua esistenza.


la via Francigena
escludeva Firenze dal suo percorso

Per le comunicazioni nord-sud, i Longobardi abbandonarono l’itinerario che passava per Firenze, perché esposto alle incursioni dei Bizantini. Crebbe di importanza il passaggio della Cisa e la strada che attraversava Lucca, Altopascio, Fucecchio e la Valdelsa fino a raggiungere Roma. Era il percorso della Via Francigena e che tagliò Firenze fuori dai traffici più importanti, segnandone la decadenza. Lucca fu scelta come capitale della Toscana per la sua posizione lungo la strada.

Durante il periodo del dominio Longobardo, dopo che la regina Teodolinda si convertì alla Chiesa di Roma, furono fondate diverse costruzioni religiose, ivi compreso il Battistero di San Giovanni.

Tra l’8° ed il 9° secolo la città vide l’inizio di una nuova rinascita, con una ripresa delle attività economiche e un incremento demografico, probabilmente causato dai contadini che, spaventati dalle scorribande barbariche, preferirono trasferirsi nella città.


Questo particolare della Pianta di Firenze
di Stefano Buonsignori del 1584 evidenzia come
ci fossero strade che correvano lungo le mura
cittadine, in un circuito esterno e interno

Nell’8° secolo fu instaurato un sistema feudale e Firenze entrò a far parte del Sacro Romano Impero. In questo periodo ci fu una rinascita della città: nel 9° secolo nacque una scuola pubblica ecclesiastica e venne ricostruito il ponte sull’Arno, precedentemente distrutto.

Nell’854 i comitati di Fiesole e di Firenze vennero uniti e Firenze fu scelta come residenza del Marchese Adalberto I di Toscana. Iniziava così quel processo che portò alla graduale crescita di importanza di Firenze rispetto a Fiesole.

Alla fine del 9° secolo vennero costruite nuove mura forse a causa della paura verso le invasioni degli ungari. Questo terzo cerchio di mura seguì parzialmente la linea delle vecchie mura romane, allargandosi a sud per includere i sobborghi che si erano sviluppati, mentre a nord furono esclusi il Battistero, Santa Reparata, il Palazzo del Vescovo, e l’adiacente Palazzo Regio dov’era la Corte di Giustizia.


il Bargello sulla destra, la Badia Fiorentina a sinistra

In città andavano sorgendo numerose chiese; nel 978, la Contessa Willa, vedova del Marchese di Toscana, fondò un’abbazia benedettina in memoria del marito. Questa fu chiamata “Badia Fiorentina” che fu anche un centro d’irradiazione culturale. Il figlio della Contessa Willa, Ugo di Tuscia, decise di lasciare Lucca spostando a Firenze la sua dimora, facendola diventare la capitale politica della Regione.

continua......