Palazzo Castellani

Il rinnovamento della chiesa, predicato da San Giovanni Gualberto, non risolse del tutto il problema del clero corrotto e in tutta l’Italia iniziarono a formarsi gruppi di popolani che si ribellavano all’autorità del clero, i cosiddetti “patarini”.

Gli scontri tra patarini e clero e quelli tra i primi guelfi e ghibellini (sostenitori rispettivamente del papato e del potere imperiale) furono però frenati dalla Contessa Matilde di Canossa, che fece da mediatrice tra gli interessi opposti. A Firenze la sua sola presenza bastò a sedare le rivalità cittadine, almeno fino alla sua scomparsa, avvenuta nel 1115. In quel periodo fu anche rafforzata la cerchia muraria e venne costruito un avamposto sul fiume, il Castello d’Altafronte (il Palazzo Castellani, sede del museo di storia della scienza, è stato costruito sui resti del castello).

Fu dopo la scomparsa di Matilde, che Firenze si resse a Comune autonomo. I numerosi privilegi precedentemente concessi dalla Contessa ed il ruolo svolto dalla città nella lotta contro l’Imperatore, indussero i fiorentini ad organizzarsi autonomamente ed intraprendere azioni per indebolire il potere imperiale.

A quel tempo la città aveva dei rappresentanti religiosi e secolari, con tre gruppi sociali dominanti: i nobili, raggruppati in consorterie, i commercianti ed i soldati a cavallo, la base dell’esercito. Anche se i nobili detenevano la maggior parte del potere, erano i commercianti i principali autori dello sviluppo della città.



L’aumento del numero dei commercianti, vista la crescita delle produzioni dell’artigianato e la fortissima crescita del commercio, trasformò completamente la città, rendendola molto più ricca e permettendo l’accumulazione di ingenti capitali. L’esteso commercio ed il credito economico, furono alla base dell’espansione della città.

Nel 1125, alla morte dell’Imperatore Enrico V, i Fiorentini attaccarono e distrussero Fiesole, la vicina città rivale. Alla fine le due contee furono unite, restando separate solo a livello ecclesiastico, con Fiesole che mantenne la sua Cattedrale (risparmiata dalla distruzione della città) ed il suo Vescovo, al quale comunque venne intimato di risiedere entro le mura fiorentine.

L'aumento urbanistico e demografico della città furono alla base dell'espansione economica di Firenze. I nuovi cittadini, membri di una classe media rurale, risiedevano nei distretti della città vicini alla campagna da cui erano venuti. Questo spiega perché i quartieri di Oltrarno, aumentarono enormemente tanto che nel 1128 fu necessario costruire un nuovo ponte.



Nel 1171 Pisa, in difficoltà per le lotte contro Genova e contro l’Imperatore, chiese a Firenze un sostegno militare. L’appoggio venne concesso in cambio di alcune vantaggiose concessioni. In cambio però iniziarono anche le lunghe guerre contro Lucca e Siena che erano schierate sul fronte opposto e decise a frenare l’avanzata di Firenze.

La dimostrazione della crescita di potere di Firenze si nota nell’espansione del territorio urbano. Intorno alle mura costruite da Matilda si erano formati dei sobborghi molto popolati. Nel 1172 il Comune decise quindi di allargare le mura della città per incorporarvi questi nuovi sobborghi. Il perimetro delle nuove mura era due volte più grande di quello precedente ed includeva un’area tre volte grande, passando da da 24 a 75 ettari circa.

L’Arno si trasformò in un’infrastruttura all’interno della città, divenendo via di comunicazione e fonte di rifornimento idrico per le industrie. La velocità con cui le nuove mura furono costruite dimostra la prosperità che a quel tempo regnava a Firenze.

La città si era trasformata nel centro principale della Toscana, con una popolazione di circa 30.000 abitanti, in continua crescita grazie all'arrivo di migranti dalla campagna. La crescita della popolazione e della ricchezza portò anche a un primo acuirsi delle differenze sociali e una complicazione della vita politica e sociale.


una torretta

Nel 1180 a Firenze vennero edificate numerose torrette; secondo i documenti erano 35, ma ce n’erano certamente molte di più. Inizialmente queste servivano per scopi militari, ma successivamente furono usate come case. Sempre nel 12° secolo furono edificate un numero considerevole di piccole e grandi chiese: in due secoli il numero di chiese a Firenze venne triplicato, tanto che alla fine del secolo la città ne aveva 48 (12 priorati e 36 parrocchie).

Al 1182 risale la prima documentazione che attestano le associazioni corporative delle arti e mestieri, sull'esempio della società di Cavalieri, che si moltiplicarono e si diffusero enormemente. I mercanti fiorentini iniziavano già a inserirsi nel circuito degli scambi commerciali europei. Iniziavano inoltre in quell’epoca le prime attività bancarie che consentivano lauti guadagni. La città ancora conserva alcune delle costruzioni che furono le sedi delle corporazioni; quasi sempre sono costruzioni che risalgono al 14° secolo, come la sede della corporazione della lana costruita nel 1308.

Il processo di espansione di Firenze subì un fermo quando Federico Barbarossa avanzava verso il sud dell’Italia. Nel 1185 l’Imperatore ristabilì il Marchesato della Toscana, ma la misura ebbe vita breve.


Farinata degli Uberti

Nel 1177 vi fu il primo tentativo degli Uberti, erano sostenitori dell’Imperatore, di prendere il governo del Comune e si risolse con una sanguinosa guerra civile e con incendi e devastazioni che segnò la prima embrionale lotta tra i guelfi e ghibellini. Oltre alla fedeltà al papa o all’imperatore, le fazioni in lotta erano sicuramente più interessate a guadagnarsi, anche militarmente, la leadership politica ed economica della città.

Nel 1193 una nuova insurrezione degli Uberti, appoggiati dai mercanti e dagli artigiani, abolì il sistema dei consoli. Nel 1197 l’Imperatore Enrico VI, per tramite degli Uberti, aveva riguadagnato il controllo di Firenze.

continua......