Nel corso del Duecento la città di Firenze, in precedenza tagliata fuori dalla via Francigena, vi si collegò con una nuova strada, incrementando i suoi commerci. Si era formato in quel periodo un nuovo ceto: i ricchi mercanti, che si legarono tramite matrimoni combinati all’antica aristocrazia, incrementarono il potere economico delle loro imprese, venendo poi definiti "Magnati".

Dai dintorni inoltre vi fu un flusso sempre maggiore immigrati, spesso forniti di capitali che, rapidamente incrementarono l’economia cittadina. Forte era anche l’afflusso di manodopera, che si affollò nei “borghi” a ridosso delle porte delle mura urbane.


la torre degli Amidei

Nel 1207 il governo del Comune di Firenze venne riformato, passando dal sistema di più consoli a un unico podestà; questo veniva eletto tra i forestieri, perché fosse imparziale ed estraneo alle contese tra le fazioni cittadine. Nella pratica poi esisteva un consiglio del quale facevano parte i capitani delle corporazioni.

Il periodo di pace che seguì la riforma del governo sotto un podestà non durò a lungo. Il 1216, con la contesa tra Amidei e Buondelmonti, si ebbe l’inizio degli scontri che durarono per un intero secolo, dividendo i cittadini fra Guelfi e Ghibellini.

Nel 1237 venne costruito sull’Arno un terzo ponte che si aggiungeva al ponte vecchio e a quello costruito nel 1128. Questo ponte, completamente in pietra, fu costruito sul punto più largo dell’Arno e chiamato "Ponte alle Grazie".


il "Ponte alle Grazie" in una stampa del 1827

Giunsero presto anche gli Ordini Religiosi (Francescano, Domenicano, Agostiniano, Carmelitano). Questi svolsero un ruolo principale nella riorganizzazione della città. Nasceva così una nuova conformazione urbanistica caratterizzata da chiese man mano ingrandite e trasformate in basiliche, ciascuna con una piazza antistante, disposte a raggiera attorno cinta muraria.

Oltre che la ristrutturazione delle chiese precedenti, i nuovi organi religiosi crearono grandi conventi; organizzarono la vita comunitaria della popolazione urbana, ebbero un ruolo politico e culturale, oltreché religioso. Le grandi chiese erette dagli ordini religiosi nelle ultime decadi del tredicesimo secolo hanno costituito gli esempi più importanti di architettura religiosa gotica a Firenze.


firenze antica in una stampa del 1493

Nel 1244 il governo ghibellino istituzionalizzò le corporazioni delle Arti che si affiancavano al Podestà. Nel 1246 l’Imperatore Federico II nominò come Podestà della città il proprio figlio Federico d’Antiochia, che governò con metodi molto duri, tanto che nel 1248 represse energicamente un tentativo di insurrezione guelfa. Dopo l’iniziale resistenza i Guelfi vennero scacciati, lasciando la città in mano ai Ghibellini, in particolare alla famiglia Uberti; ma alcuni anni più tardi, nel 1250, commercianti e artigiani riuscirono a prendere il potere e ad iniziare una nuova Era politica.


il Fiorino d’oro

Iniziò un altro periodo di pace e prosperità, dove si affermò il potere economico e finanziario della città. Nel 1252 fu coniato il Fiorino d’oro (fu la prima moneta aurea dell’Europa occidentale che, grazie al suo valore costante sia per il peso che per la lega, si diffuse in tutta Europa e nel bacino del Mediterraneo per le transazioni economiche importanti). Durante questo periodo la popolazione si incrementò e si svilupparono nuove costruzioni pubbliche. Nel 1255 iniziò la costruzione del Palazzo del Popolo, oggi Bargello. Con la sua forma imponente superò tutte le torrette della città. Era l’espressione dell’architettura della nuova Era politica.


la battaglia di Montaperti
in un manoscritto di Gianni di Ventura

La rivalità economica di Siena e di Pisa e l’ostilità dei Ghibellini esuli portarono ad una guerra che si decise il 4 settembre 1260 con la Battaglia di Montaperti: sconfitti i Guelfi, i Ghibellini ripresero la città e ristabilirono le vecchie istituzioni, decretarono la distruzione dei palazzi, delle torrette e delle case degli esponenti principali dei Guelfi. 103 palazzi, 580 case e 85 torrette furono completamente demoliti; molti altri edifici furono danneggiati. Per sei anni Firenze fu costretta a subire gli oltraggi dei Ghibellini e sarebbe stata distrutta se non fosse stato per la difesa impavida di Farinata degli Uberti. I Ghibellini accettarono che il Papa Clemente IV facesse da mediatore di pace fra le opposte fazioni.


Carlo d’Angiò

Nel febbraio 1266 con una insurrezione popolare, i Ghibellini vennero definitivamente scacciati. Si instaurò un governo prevalentemente Guelfo (il Popolo ed i Guelfi erano entità distinte), suggellato nel 1267 dalla nomina a podestà di Carlo d’Angiò.

Nel 1280 molti Ghibellini poterono tornare in patria. La rivale di sempre, Pisa, veniva nel frattempo sconfitta da Genova nel 1284, iniziando la sua decadenza che avrebbe portato alla sua conquista da parte di Firenze nel 1406. Intanto erano nati due nuovi partiti: quello dei “Magnati” o imprenditori e quello dei “Popolani” o operai. Nel 1293 il podestà Giano Della Bella varò gli Ordinamenti di Giustizia che escludevano dalla vita politica i “Magnati”.


stemma di Rosso Della Tosa

Un altro motivo di tensione fu causato dalla scissione dei Guelfi in due fazioni: i Donati (“neri”) ed i Cerchi (“bianchi”). Il periodo di disordini si concluse con la cacciata dei “bianchi”. Ma non durò molto: la fazione dei “neri” si divise in “Donateschi” (capeggiati da Corso Donati) e dei “Tosinghi” (seguaci di Rosso Della Tosa). Dopo l’uccisione di Corso Donati e la cacciata dei suoi seguaci la situazione cittadina si tranquillizzò.

Nell’ultima parte del 13° secolo a Firenze furono fatte grandi opere nei campi dell’architettura e dell’urbanistica. La popolazione aveva raggiunto i 100.000 abitanti ed erano necessarie nuove mura. Così, nel 1282, fu progettata una cinta che includeva una superficie di 430 ettari, cinque volte quella dell’area urbana precedente. Queste ultime mura, richiesero un enorme impegno finanziario; per questo il lavoro procedette molto lentamente e finito solo nel 1333. Gran parte di queste mura furono demolite nel 19° secolo e attualmente ne restano solo alcuni tratti.


chiesa di Santa Croce

Intanto le numerose torrette venivano fiancheggiate dai palazzi dei mercanti, costruiti come segno visibile della loro ricchezza e del loro potere. In tutta la città l’ostentazione della ricchezza produsse i grandi palazzi degli Spini, dei Frescobaldi, dei Gianfigliazzi e le nuove chiese di Santa Trinita, Santa Croce, Santa Maria Novella, Santa Maria degli Angeli, ecc.

Arnolfo di Cambio fu l’eccezionale figura che progettò le nuove mura come pure tutti gli altri lavori importanti promossi dal governo delle cooperative. Nel 1296 iniziarono i lavori di ricostruzione della vecchia cattedrale di Santa Reparata. La nuova costruzione, non più dedicata alla Santa, ma alla Madonna, è quella che noi conosciamo come la cattedrale di Santa Maria del Fiore.

Anche la costruzione della grande chiesa francescana di Santa Croce è attribuita ad Arnolfo di Cambio e rappresenta uno dei monumenti più prestigiosi eretti alla fine del tredicesimo secolo.

In quegli anni Cimabue e il suo allievo Giotto superavano per sempre lo stile pittorico bizantino, gettando le basi per uno stile artistico propriamente “occidentale”.

continua......