Agli inizi del 1400 Firenze sviluppò una fiorente economia ed in politica estera appoggiò Venezia contro Giangaleazzo Visconti, che intendeva di ampliare il suo dominio sull’Italia centrale. Nel 1406 Firenze occupò Pisa. Nel 1424, mentre a Firenze si sviluppava il “Rinascimento”, cioè un rinnovamento artistico, architettonico e letterario, la città subì una dura sconfitta nella battaglia di Zagarolo.


la cupola del Duomo

I costi della guerra e la necessità di completare la cupola del Duomo, comportarono l’imposizione di nuove tasse. Nel 1427 la Signoria impose le tasse basandosi sulle ricchezze delle famiglie, attingendo il denaro principalmente dalle famiglie di mercanti e banchieri che influenzavano anche l’attività politica.


Giovanni di Bicci de’ Medici

All’epoca la famiglia più ricca era quella degli Strozzi, ma vi era anche quella dei Medici, venuti dalle terre del Mugello. Il popolo, escluso dal governo trovò un leader in Giovanni di Bicci de’ Medici, il primo esponente di spicco della famiglia Medici. Nel 1433 Cosimo de’ Medici, figlio di Giovanni, fu esiliato; l’anno seguente però i suoi sostenitori riuscirono a farlo richiamare a Firenze. Il suo ritorno segnò l’inizio della Signoria dei Medici.


Cosimo de’ Medici

Cosimo de’ Medici (1434-1464) conservò le forme esteriori della repubblica, però ottenne il potere di decidere i nomi dei candidati agli uffici del Comune. In tal modo riuscì a mantenere il governo della città; inoltre, stipulando alcune alleanze, riuscì a consolidare il dominio di Firenze in Toscana. Cosimo de’ Medici morì nel 1464, e fu seguito dal mediocre Piero il Gottoso (1464-1469), il cui figlio, Lorenzo il Magnifico, continuò la politica del nonno Cosimo.


Niccolò Machiavelli

Il primo periodo del dominio dei Medici finì con il ritorno di un governo repubblicano, influenzato dagli insegnamenti di Girolamo Savonarola (che fu giustiziato nel 1498 e che prima di morire lasciò un trattato sul governo di Firenze). Altro personaggio rinascimentale e grande teorico della politica fu Niccolò Machiavelli, il quale, forse nel luglio 1513, scrisse il suo libro più famoso, il “De Principatibus” che, scritto in volgare, divenne noto come “Il Principe”. Lo dedicò a Giuliano de’ Medici e, dopo la morte di questi nel 1516, a Lorenzo de’ Medici.


Lorenzo de’ Medici

Lorenzo de’ Medici seppe imporre il suo potere personale, senza rovesciare le istituzioni repubblicane, ma pochi anni dopo la sua morte, avvenuta nel 1492, suo figlio, Pietro il fatuo, con la sua fiacca politica riguardante la resa incondizionata all'invasione di Carlo VIII spinse i fiorentini ad eliminare la Signoria e ristabilire la repubblica.

Non passò molto tempo che i Medici fecero ritorno. Fu il periodo in cui Michelangelo scolpì il suo David, messo di fronte al Palazzo della Signoria come guardiano della libertà dei Fiorentini. L’elezione al Trono papale, prima di Giovanni de’ Medici (leone X), nel 1512, e poi di Giulio de’ Medici (Clemente VII) rinforzarono ancora di più la Signoria dei Medici.


Alessandro de' Medici,
primo Duca di Firenze

Venuti a conoscenza del sacco di Roma, il 16 maggio 1527 i fiorentini estromisero nuovamente i Medici e ristabilirono una repubblica. Ritornati al governo di Firenze nel 1530, sostenuti sia dall’Imperatore che dal Papa, i Medici nel 1537 diventarono Duchi di Firenze, e nel 1569 Granduchi di Toscana, regnando per due secoli.

Durante gli anni del “Rinascimento”, Firenze si trasformò nel centro in cui l’Umanesimo trova le sue fondamenta e dove la cultura letteraria, le scienze e le arti vengono messe in primo piano. Un numero incredibile di artisti contribuirono a costruire l’immagine rinascimentale di Firenze, fra questi: Filippo Brunelleschi, Donatello, Masaccio, Filippo Lippi, Domenico Ghirlandaio, Sandro Botticelli, Beato Angelico, Michelozzo, Giuliano da Sangallo e Benedetto da Maiano.

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